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giovedì 13 agosto 2015

"Napoli Needs" ovvero quello che serve al Napoli


Attenzione! Questo articolo riguarda il calciomercato ma cerchiamo di analizzare le esigenze e i bisogni delle squadre di calcio della serie A. Si parlerà di giocatori funzionali e di progetti tattici. Siamo consapevoli della vostra sensazione di smarrimento nel trovarvi di fronte a qualcosa di mai letto. Buona lettura.

di AER




"Per scegliermi serve coraggio."
(Maurizio Sarri)

La carriera da allenatore di Maurizio Sarri è una di quelle storie che ci riconciliano con l'universo che ci avvolge, una di quelle storie che ci fanno credere di vivere in un mondo migliore. Forse c'è ancora speranza di vedere ripagate competenze e coraggio di non svendersi, forse si può arrivare in alto facendo affidamento sul proprio lavoro e le proprie idee. 
Adesso, però, viene la parte interessante. 
Napoli ed Empoli sono due concetti di club calcistico completamente diversi e molto realisticamente Sarri dovrà salire un altro gradino, soprattutto nella gestione dei calciatori e a livello motivazionale. Le idee di calcio ci sono e sono molto valide, quelle non cambieranno.


Sarri dovrà anche cambiare la visione che ha di lui l'Italia calcistica, sempre molto propensa a mettere etichette, che lo vede come uno di quei maestri del calcio di provincia che poi falliranno alla prima occasione in un club più ambizioso. Diciamo la verità, quanti in Italia hanno visto più di un paio di partite dell'Empoli l'anno scorso? Pochi, pochissimi. Altrimenti riconoscerebbero il valore assoluto di questo allenatore.
L'ex-allenatore dell'Empoli deve fare i conti anche con un diverso approccio: nell'Empoli poteva plasmare le risorse umane e tecniche per arrivare alle sue idee di gioco (giocatori giovani, ambiente tranquillo, tante partite in cui non c'era niente da perdere), adesso deve sapersi anche adattare al materiale a disposizione cercando di non snaturare giocatori già formati per mantenere puro il suo credo calcistico. Sarà questa la vera chiave dell'avventura di Sarri al Napoli, il punto di svolta che potrebbe determinare la differenza tra successo e fallimento.

Tutto fa pensare ad una precisa direzione presa nel progetto tecnico-tattico del Napoli - anche se molto probabilmente è stata una conseguenza della scelta di Sarri e non la causa - ma il mercato degli azzurri - soprattutto le scelte di mercato rimangono misteriose. I giocatori non sono stati rivalutati (valutati di nuovo) dal nuovo allenatore, sembra che il mercato venga fatto secondo le indicazioni della scorsa stagione. Vendere a tutti i costi De Guzman, El Kaddouri e Inler, senza prima ragionare sulla possibile utilità nel progetto di Sarri, non è la scelta giusta.
Cerchiamo adesso di analizzare l'organico del Napoli. Come sempre lo faremo reparto per reparto.


Porta

"L'esperienza in banca è un valore aggiunto: 
ho appreso il valore dell'organizzazione 
e della capacità decisionale."
(Maurizio Sarri)

L'arrivo di Reina è più importante come segnale mediatico verso i tifosi, che ritrovano un loro idolo, che nell'aspetto prettamente tecnico. Sicuramente è un portiere affidabile, bravo con i piedi (caratteristica importante per Sarri) e che può essere importante anche a livello umano. Viene da un anno passato nel Bayern di Guardiola, una delle più efficienti organizzazioni calcistiche del mondo, sicuramente condividerà con Sarri l'attenzione verso l'organizzazione e avrà un ruolo fondamentale nel farlo capire a tutto l'ambiente.


È arrivato Gabriel in prestito dal Milan per fare il secondo. Questo vuole dire che Andujar e Rafael troveranno altre sistemazioni.
A mio parere Rafel diventerà un rimpianto. Le qualità sono tante, ha delle lacune a livello di attenzione e concentrazione ma con il giusto lavoro sarebbe potuto diventare un grande portiere. Ormai sembra troppo tardi per tornare indietro. Peccato.


Difesa

"Faticoso è alzarsi alle 6 per andare in fabbrica. 
Qui serve solo armonia di movimenti e di tempi."
(Maurizio Sarri)

Armonia di movimenti e tempi. Non poco, anzi tanto, tantissimo.
In questo reparto, più degli altri, sarà fondamentale il lavoro di Sarri per arrivare ad armonia di movimenti e tempi. Cambiare i principi di gioco difensivi è forse il lavoro più difficile e sarà un processo che coinvolgerà ogni singolo giocatore impiegato in ogni singolo ruolo. 
Sarri ha voluto portare con sè Hysaj individuando subito una carenza nel ruolo di terzino destro. Ad Empoli ha giocato veramente molto bene (come gli altri compagni di reparto) e ci si aspetta una stagione comparabile con ulteriori piccoli miglioramenti.


La fascia sinistra è tra le migliori in serie A. Mi aspetto che Ghouloam faccia bene con Sarri, il tecnico toscano saprà sicuramente renderlo più "sveglio" tatticamente riuscendo ad aiutarlo nelle singole decisioni in campo: piccoli particolari ma decisivi nello sviluppo dell'algerino.
Strinic è un'ottima seconda scelta, difensivamente e tatticamente più maturo di Ghoulam ma molto meno intraprendente e con minori qualità tecniche.
Il centro della difesa resta il problema principale nonostante l'arrivo di Chiriches. Il rumeno è un difensore istintivo molto forte, ha delle doti nel tackle eccezionali e una buona tecnica. Deve migliorare tantissimo nelle scelte sia difensive (posizionamento e copertura degli spazi soprattutto) che in fase di uscita del pallone, spesso commette errori di questo tipo. Fortunatamente si trova in sistema - quello di Sarri - perfetto per esaltare le qualità dei difensori.



Serve, però, un altro grande difensore: per troppo anni il Napoli ha rimandato questa spesa. Si parla molto insistentemente di Maksimovic del Torino che comunque ha sempre giocato da difensore di destra in una difesa a 3, raramente da terzino in una linea a 4, e che quindi dovrebbe essere testato in un ruolo apparentemente simile ma in realtà molto diverso.


Centrocampo

"Io ritengo che in un calcio sempre più preparato 
dal punto di vista tattico e fisico 
sia di fondamentale importanza 
andare a predisporre tutte le singole partite 
nei minimi dettagli."
(Maurizio Sarri)


Il centrocampo a tre titolare dell'Empoli (Vecino, Valdifiori, Croce) aveva raggiunto livelli altissimi di coordinazione di movimenti e di pensiero. Sarri ha portato con sè Valdifiori con la speranza di ripetere quel meccanismo perfetto.
In realtà considerando Allan e finalmente Hamsik nel suo ruolo, le premesse sono quelle di arrivare a risultati migliori.
Allan è stato un acquisto sottovalutato: è stato fantastico ad Udine, forse secondo solo a Nainggolan in un'ideale classifica di centrocampisti "completi".
Lo stesso ritorno di Hamsik in un ruolo più adatto a lui con il conseguente possibile miglioramento di prestazioni, rendimento e utilità per la squadra è stato sottovalutato.


Sulla carta è uno delle linee di centrocampo più interessanti dell'intero campionato.
Anche le seconde linee sarebbero molto interessanti: Jorginho può giocare finalmente da mezzala (ruolo che ricopriva al Verona), De Guzman potrebbe fare lo stesso se non fosse in vendita. Così come El Kaddouri, forse il più adatto nella rosa a ricoprire il ruolo del centrocampista offensivo dietro i due attaccanti e comunque ottima mezzala nel centrocampo a 3, ma invece considerato in uscita. Lo stesso Inler, che è l'unica alternativa in rosa a Valdifiori nel ruolo di regista, viene offerto in Inghilterra e Turchia.
Magari questa politica può avere un senso nella gestione economica degli ingaggi ma se veramente l'obiettivo è la qualificazione in Champions League, allora non dovrebbero essere affrontati questi discorsi.



Viste le molto prossime e poco sensate partenze servono dei giocatori che completino con i titolari il centrocampo: un regista e una mezzala, almeno due e di buon livello. 


Attacco

"Tre doti di un buon allenatore?
La personalità. La facilità di parola. 
E la conoscenza, che rende credibile le prime due. 
Io studio anche 13 ore al giorno"
(Maurizio Sarri)

L'attacco sarà il reparto più divertente da allenare per Sarri, sarà un continuo stimolo intellettuale scegliere uomini e disposizione vista la grande varietà e qualità presente. Sarà, però, altrettanto impegnativo trovare le soluzioni per rendere efficaci le caratteristiche dei singoli giocatori.
Il giocatore di riferimento sarà sicuramente Higuain, troppo importante in tutti i sensi (tecnici e non) per non esserlo.


Si è parlato di Insigne trequartista ma sarà in grado di fare una buona fase difensiva in zona centrale?
Si è parlato di Mertens e Callejon impiagati da secondo punta ma saranno in grado di giocare vicino a Higuain, di giocare spalle alla porta, di partecipare alla costruzione della manovra (Callejon???), di attaccare la profondità, di fare i giusti movimenti per i compagni, di gestire gli spazi in area (Mertens???) ?
Si può tenere in panchina un giocatore come Gabbiadini quando finalmente può giocare da attaccante vero? (Ne avevamo parlato qui).
Tanti enigmi da risolvere per Sarri.
Un'alternativa possibile all' "1+2" in attacco sarebbe quella di una punta centrale e due attaccanti esterni: disposizione più consona alle caretteristiche degli interpreti.
Forse un altro attaccante arriverà, il profilo ideale è quello di un giocatore capace di fare sia l'attaccante esterno che la punta in un attacco a due. 
Tante soluzioni offensive ma allo stesso tempo tanta difficoltà a capire quale possa essere la più funzionale e ad alternarle per mantenere imprevedibilità. Forse basteranno 13 ore al giorno per capirlo. O forse no.

Articolo a cura di AER

mercoledì 22 luglio 2015

"Fiorentina Needs" ovvero quello che serve alla Fiorentina



Attenzione! Questo articolo riguarda il calciomercato ma cerchiamo di analizzare le esigenze e i bisogni delle squadre di calcio della serie A. Si parlerà di giocatori funzionali e di progetti tattici. Siamo consapevoli della vostra sensazione di smarrimento nel trovarvi di fronte a qualcosa di mai letto. Buona lettura.




La filosofia sul mercato in casa Fiorentina negli ultimi tempi è stata quella di spostare piccoli pezzi, posizionare piccoli tasselli con pazienza sperando di fare la mossa giusta al momento giusto. Salah ne è stato un positivo esempio: ricavare materiale tecnico molto interessante, oltre ai soldi, da una cessione inevitabile è una scelta molto intelligente. Pradè, come un giocatore di Go, nel tempo ha piazzato le sue pietre e ha costruito una squadra che, ricordiamolo, si è tolta tante soddisfazioni e che forse ha avuto la sfortuna di aver affidato la sua sorte ad una coppia d'attacco potenzialmente molto efficace ma costituita da due giocatori con spiccato feeling con l'infermeria.

Lo stesso Pradè, riflettendo sulla scelta di Paulo Sousa come successore di Montella ha voluto sottolineare la linea di continuità nelle scelte e nella filosofia societaria: "Lui (Paulo Sousa) è l'allenatore più adatto per la Fiorentina, per portare avanti il nostro lavoro. Allenatore evoluto, fa della cultura la sua base, lavora con la psicologia. Cercheremo di portare avanti insieme la nostra identità, partendo dal bel gioco. Vogliamo lavorare nella quotidianità con lui, il suo staff è di altissimo livello. A me ha colpito moltissimo lo staff, le sue metodologie all'avanguardia." 



È in un altro passaggio del DS viola, però, la vera chiave di lettura della scelta dell'allenatore portoghese e la qualità principale che deve avere un potenziale allenatore della Fiorentina: "Ora il mister deve vedere che materiale umano ha a disposizione. Il nostro è un percorso lungo quest'anno. Tra ritiro e tourneé vedremo il materiale da mettere a disposizione del mister, vedremo le esigenze del mister." La Fiorentina offre al proprio allenatore un gruppo di giocatori molto vario scelti non solo per esigenze strettamente tecniche ma anche per opportunità, per convenienza, per "particolare fascino". Sta all'allenatore il compito di plasmare il gruppo e mettere in risalto le proprie idee facendole riflettere sulle caratteristiche dei singoli giocatori. Non bisogna confondere questa filosofia con quella di fare letteralmente "mercato a caso" di molte società nostrane. Assolutamente. 
Alla luce di questo discorso proviamo ad analizzare la rosa della Fiorentina reparto per reparto, sottolineando le carenze o le possibilità di upgrade.


Porta

Nelle prime interviste Sousa ha precisato molte volte l'importanza del ruolo del portiere all'interno del processo di sviluppo della manovra - che a questo punto presumiamo partire dal basso - a tal punto da specificare i moduli con un molto retrò 1 davanti alle cifre (1-3-4-2-1, 1-4-3-3, etc). Anche dagli allenamenti dei portieri (molto tempo con la palla tra i piedi) emerge questa sua intenzione di coinvolgerli nel gioco. Il reparto conta principalmente su Tatarusanu e Sepe, arrivato in prestito dal Napoli.


Nella passata stagione Tatarusanu aveva fatto vedere ottime cose prima di infortunarsi, Sepe ha difeso bene la porta dell'Empoli ma il suo valore è da valutare in un sistema meno inflazionante dal punto di vista difensivo di quello dell'Empoli di Sarri. L'idea è quella di puntare su loro due e di tornare a ragionare a fine stagione avendo un giudizio più completo su loro due.


Difesa

La partenza di Savic è stata un brutto colpo. La difesa, già in una situazione precaria, si ritrova ad essere un reparto debole e carente. Dal punto di vista qualitativo solo Gonzalo Rodriguez può assicurare un rendimento costante e di altissimo livello. Pensare che il male minore, vista la situazione attuale, sia un altro anno di Tomovic "punto fermo" è sconfortante. Le idee di Sousa sembrano portare ad una difesa a 3 che si adatta anche meglio alle caratteristiche dei difensori (forse non dei centrocampisti). La difesa a 3, come modello principale diu difesa, potrebbe essere una indicazione importante per il miglioramento del mercato. Servirebbe un completo restyling, due difensori importanti è il minimo indispensabile. Si parla di Chiriches, Rolando, Toloi e Maksimovic. Rolando e Maksimovic sarebbero perfetti, già testati nel campionato italiano e dal sicuro affidamento oltre che dal prezzo contenuto.


Centrocampo



Molto dipende dalle scelte di Sousa. Due colpi importanti sono passati sotto traccia: Suarez, arrivato nell'affare Savic, e soprattutto Vecino, rientrato dall'esperienza formativa nell'Empoli, che andrà sicuramente valutato fuori dal Sarri system ma per il quale personalmente stravedo. Immagino un centrocampo molto competitivo Vecino - Suarez - Borja Valero con Mati Fernandez "4° uomo di centrocampo" pronto a subentrare. 


Le prime scelte del nuovo tecnico, però, sembrano essere in direzione di un centrocampo a 4, anche in relazione alla difesa a 3. In tal caso servirebbe aggiungere all'organico almeno due esterni puri considerando Joaquin (ne abbiamo parlato meravigliosamente qui) adattato in quel ruolo e cercando di dare alternative sul lato sinistro a Pasquale (Marcos Alonso può bastare? Forse no...). Si cerca anche un centrale di centrocampo adatto al centrocampo in linea, sarebbe un'aggiunta importante ma non fondamentale. 



Attacco

Le scelte di mercato relative al reparto offensivo sono quelle che aprono a più ramificazioni e possibilità potenziali. Sousa sembra orientato verso un 2+1: due giocatori offensivi (seconde punte, trequartisti o attaccanti esterni) in appoggio a un centravanti. Rossi e Bernardeschi + Gomez (Ilicic e Babacar principali alternative) è quello che al momento l'organico offre. Forse si cercherà di recuperare Rebic.
Il punto cruciale è rappresentato da Mario Gomez. Puntare ancora su di lui sarebbe una scelta - oltre che tecnica - di orgoglio e di speranza: orgoglio per non metter in discussione l'importantissimo acquisto fatto due anni fa e speranza di vederlo finalmente a posto fisicamente e in campo con continuità. L'alternativa è quella di cederlo e di muoversi sul mercato cercando un nuovo attaccante. Il profilo sarebbe quello di un attaccante moderno capace di duettare con i compagni di reparto, aprire spazi per gli inserimenti, partecipare attivamente alla fase di possesso. Meno finalizzatore di Gomez e con più attitudine al gioco collettivo. 
Indipendentemente da Gomez, c'è un assoluto bisogno di un attaccante esterno con caratteristiche diverse da i vari Rossi e Bernardeschi e complementare a loro. 





lunedì 13 luglio 2015

"Lazio Needs" ovvero quello che serve alla Lazio


Attenzione! Questo articolo riguarda il calciomercato ma cerchiamo di analizzare le esigenze e i bisogni delle squadre di calcio della serie A. Si parlerà di giocatori funzionali e di progetti tattici. Siamo consapevoli della vostra sensazione di smarrimento nel trovarvi di fronte a qualcosa di mai letto. Buona lettura.







I complimenti e le lodi alla straordinaria stagione della Lazio fanno parte di quella sfera emozionale che se non gestita nel modo giusto rischia di essere un fattore destabilizzante.
L'incredibile lavoro di Pioli ha esaltato l'intelligenza tattica dei suoi uomini più importanti. Basti pensare alle scelte in campo che continuamente prendono i vari Felipe Anderson, Klose, Biglia, De Vrij: mai una decisione sbagliata. Gli altri giocatori hanno attinto a piene mani da questo meccanismo perfetto per amplificare il proprio talento. Le partite della Lazio sono state un saggio di organizzazione, di "singolo per il collettivo e collettivo per il singolo", di praticità intesa come efficacia delle giocate. Come abbiamo detto prima, però, basta con i complimenti.
La ricetta ideale per continuare un percorso di sviluppo sarebbe quella di un acquisto importante per reparto per migliorare la rosa e allo stesso tempo creare dei dualismi e delle alternative in grado di rendere competitiva la Lazio su tutti i fronti. Qualcosa è stato fatto, qualcosa ancora si farà, la certezza è che la strada intrapresa è quella di puntare su giocatori giovani.
Analizziamo la situazione reparto per reparto.



Porta


Marchetti-Berisha è una coppia che ha dimostrato di saper dare garanzie. Non è da poco. Va bene così.



Difesa


La necessità si mischia con l'adattamento: se si decide di puntare su Radu terzino sinistro (ci sarebbe anche Lulic...) allora serve un centrale. Questa è la via migliore, a mio parere. Altrimenti Radu centrale (qualche dubbio, tatticamente il rumeno ricorda un po' Chivu quindi un ibrido) e si sonda il mercato alla ricerca di un terzino.


Intanto è arrivato Wesley Hoedt dall'Olanda, difensore che andrà valutato in prospettiva.



Centrocampo




L'osservato principale della prima parte di precampionato è stato sicuramente Ravel Morrison, schierato nelle prime amichevoli sia come mezzala che come esterno d'attacco. Il profilo è quello di un centrocampista con spiccata attitudine offensiva e molto versatile, l'ideale per la Lazio.
Si segue molto da vicino il giovane serbo Milinkovic-Savic, protagonista nella Serbia campione del mondo Under-20 (eletto terzo miglior giocatore della manifestazione). 
Per rendere il centrocampo più completo ci sarebbe bisogno ancora di un ulteriore tassello considerando anche la partenza di Mauri. L'identikit perfetto è quello di un centrocampista versatile in grado di giocare sia mezzala nel centrocampo a 3 (nel 4-3-3) sia trequartista nel 2+1 (due mediani più un trequartista) (nel 4-2-3-1).



Attacco


La direzione più vantaggiosa a mio parere (la stessa intrapresa dalla Lazio) è quella di muoversi verso un attaccante che sappia interpretare il ruolo di prima punta in modo diverso da Klose e Djordjevic quindi un brevilineo, bravo tecnicamente, molto mobile e in grado all'evenienza di giocare anche da seconda punta. Non a caso le due piste più calde sono quelle che portano a Borini e a Pato. Il brasiliano (più qualità tecniche, meno attitudine difensiva) sarebbe una scommessa non so fino a che punto sostenibile dalla Lazio per via dei dubbi sul suo fisico, Borini (meno tecnica, più attitudine difensiva, potrebbe fare anche l'esterno d'attacco) invece ha già dimostrato di poter dare un grande contributo in serie A e ha tantissima voglia di giocare dopo la ruggine accumulata in Inghilterra.

mercoledì 8 luglio 2015

"Roma Needs" ovvero quello che serve alla Roma


Attenzione! Questo articolo riguarda il calciomercato ma cerchiamo di analizzare le esigenze e i bisogni delle squadre di calcio della serie A. Si parlerà di giocatori funzionali e di progetti tattici. Siamo consapevoli della vostra sensazione di smarrimento nel trovarvi di fronte a qualcosa di mai letto. Buona lettura.






La stagione appena finita, nel processo evolutivo della Roma di Garcia e Sabatini, è da considerarsi un anno da buttare e dimenticare il prima possibile oppure una tappa obbligata e formativa? Si può cambiare poco a livello di filosofia anche facendo tante operazioni di mercato e si può rivoluzionare tutto anche con pochi movimenti. Intorno a questo dubbio amletico ruota l'estate giallorossa. Mancano i punti fermi dai quali ripartire: Manolas, Nainggolan, poi? Tutte le certezze sono andate perdute e vanno ricostruite con pazienza, costanza e tanto lavoro oscuro. Si può ripartire senza rinnegare la scorsa stagione? Questa è la missione estiva della Roma.


Porta

A mio avviso qualcosa si deve fare a meno che non si decida di puntare per l'ultimo anno su De Sanctis (38 anni) preferendo migliorare gli altri reparti per poi assestare un colpo deciso su un grande portiere l'estate prossima. 


Difesa



Sembra strano ma le esigenze difensive della Roma ruotano intorno ad un classe '95 già adesso tra i migliori difensori centrali italiani. Le offerte per Alessio Romagnoli sono importanti ma veramente c'è bisogno di venderlo? Io non avrei dubbi: la coppia centrale con Manolas è completa, di prospettiva ma già di sicuro affidamento. Di giocatori come Romagnoli ne passano uno ogni 20 anni.
Potrebbero rimpiangere il giovani difensore per anni e anni. Pensaci bene Walter (Sabatini...)
Se Romagnoli resta, bisogna necessariamente dargli fiducia e il posto da titolare. Gli altri centrali in rosa sarebbero buone alternative.
La situazione dei terzini è, invece, drammatica. I greci hanno deluso e Maicon non è eterno. Per essere competitivi c'è bisogno di due terzini di alto livello anche perché nel 4-3-3 profetizzato da Garcia il ruolo dei terzini nello sviluppo della manovra è determinante. La crisi della Roma è coincisa anche con l'infortunio di Maicon. Non è un caso. 
Darmian sarebbe il colpo giusto.


Centrocampo


Se restano tutti, se Pjanic si decide a riprendere il posto della sua controfigura e a tornare a giocare, se Strootman riesce a mettersi a posto fisicamente, se Keita ripete la stagione eroica dell'anno scorso, se i vari giovani (Paredes, Ucan...) riescono a sfruttare le opportunità e trovare minuti allora stiamo parlando di uno dei migliori 3 centrocampi d'Italia, tra i primi 10 al mondo. 
Troppi se, ma potrebbero incastrarsi tutti. Ad aiutarmi a sostenere la mia personale tesi ci pensa Radja Nainggolan, il calciatore del futuro in 176 cm x 65 kg: dinamismo, tecnica, personalità, continuità di rendimento, attitudine al gioco di squadra, fattore determinante in entrambe le fasi di gioco. Tanto fenomenale quanto sottovalutato. 
Mi permetto un pensiero su De Rossi: non è possibile vederlo in quelle condizioni fisiche. Sono convinto che se prende in considerazione l'ipotesi (lontana e remota?) di rimettersi in forma possa ancora essere uno dei migliori equilibratori di centrocampo d'Italia.
In definitiva, se tutti i nostri "se" diventano certezze non c'è assolutamente necessità di intervenire in questo reparto.


Attacco



Il reparto offensivo è quello che ha più bisogno di miglioramenti a livello di organico. La Roma ha sempre avuto problemi a giocare contro squadre che si abbassavano molto per togliere gli spazi alle spalle dei difensori e che rallentavano in maniera decisa il ritmo della partita. L'attacco è stato sempre poco funzionale e mal combinato con il resto della squadra. Iturbe deve meritarsi un'altra possibilità, Ibarbo è una scelta sbagliata, Totti deve prendersi i suoi minuti di qualità senza pretendere di giocare sempre, Gervinho sembra in partenza. 
In questo quadro generale si è da poco inserito Iago Falque. L'ex-genoano è il profilo ideale dell'attaccante esterno nel 4-3-3 di Garcia ma ne serve almeno un altro e di grande valore per proporre questo modulo in modo efficace. Assolutamente.
Parallelamente si deve intervenire anche per il ruolo di attaccante centrale: una prima punta (possibilmente "moderna") in grado di garantire movimenti per la squadra aprendo gli spazi e di segnare tanto è la prima assoluto necessità. Dzeko sarebbe il colpo ad effetto che rilancerebbe la Roma nelle gerarchie della serie A.

martedì 7 luglio 2015

"Juventus Needs" ovvero quello che serve alla Juventus


Attenzione! Questo articolo riguarda il calciomercato ma cerchiamo di analizzare le esigenze e i bisogni delle squadre di calcio della serie A. Si parlerà di giocatori funzionali e di progetti tattici. Siamo consapevoli della vostra sensazione di smarrimento nel trovarvi di fronte a qualcosa di mai letto. Buona lettura.




Sembra paradossale ma dopo un dominio pluriennale in Italia e una finale di Champions conquistata mettendo al centro del progetto organizzazione e lucidità, adesso la Juventus si trova a dover affrontare un punto cruciale all'interno del proprio sviluppo sia come team tecnico che come club. La lungimirante programmazione fatta di giovani sembra aver prodotto i frutti sperati: Rugani e Berardi sono tra i migliori prospetti italiani.
Le partenze di Pirlo e Tevez danno ad Allegri e Marotta tante possibilità di cambiamento, numerose diramazioni che porteranno a variazioni e novità. Analizziamo la situazione reparto per reparto.


Porta


Ecco Neto dalla Fiorentina al posto di Storari. Un secondo portiere del genere è un lusso che possono permettersi solo i campioni d'Italia in carica. Presumibilmente Neto troverà molto spazio alternandosi a Buffon che nonostante resti una certezza non è più un ragazzino. Gestire le rotazioni in porta sarà un compito difficile ma sicuramente garantisce potenziali vantaggi.


Difesa


Dall'Empoli arriva Rugani. Il giovane difensore dovrà trovare necessariamente lo spazio che gli serve per crescere magari lasciando partire Ogbonna. Una potenziale coppia Rugani-Bonucci (alle prese in questo momento con il rinnovo) rischia di diventare la coppia della Nazionale per i prossimi anni e offre sia garanzie che futuribilità.
Il pacchetto centrale è completo, lo stesso si può dire dei terzini sperando di ritrovare il jolly Caceres in condizioni fisiche migliori. Sicuramente la difesa è il reparto che meno necessita di upgrade e resta - almeno per il prossimo anno - una certezza. Spendere per la difesa deve significare solo un'occasione irrinunciabile per prendere un grande terzino di livello molto alto.


Centrocampo

La partenza di Pirlo lascia un vuoto incolmabile e neanche la possibilità di schierare Marchisio in quel ruolo basta a riempire il vuoto. La Juventus si è mossa in anticipo l'anno scorso per migliorare il centrocampo con Sturaro e Pereyra - giocatori accomunati dal grandissimo dinamismo e dalla notevole versatilità - che ambiscono ad un minutaggio ancora maggiore e che potranno dare il proprio contributo. 
La squadra bianconera ha costruito le sue fortune in Champions sulla possibilità del proprio centrocampo di cambiare durante il passaggio di fase da "possesso" a "non possesso" da 3 più trequartista a 4 in linea grazie alle caratteristiche dei vari Pogba, Marchisio e soprattutto Vidal, fondamentale in questo impianto tattico. 


La Juventus sembra alla ricerca di un trequartista di alto livello (chi ha detto Oscar?) per consolidare il rombo di centrocampo. Una decisione del genere però precluderebbe la possibilità di sfruttare anche per la prossima stagione quell'accorgimento tattico così importante e decisivo. Oscar non può fare lo stesso lavoro del Vidal trequartista con tutto quello che ne consegue. La decisione e lo sviluppo della Juventus dipendono da questa scelta di mercato. 
È arrivato Khedira, parametro zero scommessa costata solo l'ingaggio. Si, scommessa perché il tedesco non gioca da tanto e personalmente non sono convintissimo né della sua collocazione all'interno del sistema di Allegri né della necessità di prendere un centrocampista con quelle caratteristiche. Al momento non c'è un calciatore con le caratteristiche di Pirlo nella Juventus e - per essere ripetitivi - la scelta tra un regista basso e un trequartista chiarirà i dubbi su come la Juventus vorrà giocare nella prossima stagione.


Attacco 



Il reparto avanzato è quello che ha subito più modifiche. Dybala è stato un acquisto programmato da tempo e arriva con la prospettiva di sostituire Tevez. Dybala porta con sè sicuramente meno maturità tattica di Tevez ma personalmente non vedo l'ora di "gustarmelo" in coppia con Morata. 
Lo spagnolo è atteso da una stagione di conferme: non deve confermarsi a livello assoluto di prestazioni ma a livello di continuità di prestazioni. C'è stata tanta, troppa differenza tra le sue partite in campo europee in cui ha dimostrato notevoli capacità e qualche scialba partita di campionato dove il suo talento si è visto a sprazzi. Il lavoro che deve fare Morata è a livello mentale e non avere Tevez - un accentratore incredibile - farà cambiare molto nel suo gioco nella Juve, in meglio o in peggio è da vedere.


Sarò sincero: l'arrivo di Mandzukic mi ha molto sorpreso. Per quanto le caratteristiche siano completamente diverse, il croato rimane una prima punta classica come Llorente ed è impensabile per me vederli giocare insieme. A meno della partenza dello spagnolo non mi sembra un investimento intelligente. Sono convinto che possa fare bene in serie A e che possa contribuire a risolvere molte partite ma nel pacchetto di attaccanti della Juventus adesso c'è uno di troppo. Due ibridi che possano giocare sia da prima che da seconda punta (Morata e Dybala) e due prime punte (Mandzukic e Llorente) non sono i profili del mio attacco ideale. Avrei investito su una seconda punta in grado di sostituire per caratteristiche Tevez: attitudine a muoversi tra le linee, tiro da fuori, accelerazioni palla al piede. Potrebbe essere ceduto Llorente per arrivare a questo tipo di giocatore e sarebbe la soluzione ideale.