lunedì 28 settembre 2015

Il futuro: Youri Tielemans

Con questo articolo inauguriamo la nostra nuova rubrica sui più interessanti prospetti di vari sport. Genesi e analisi di uno dei centrocampisti più forti dei prossimi 15 anni.

di AER






Il passatempo più abusato, quando si ha a che fare con un giovane talento, è quello di tracciare idealmente paragoni, più o meno scomodi, con grandi giocatori del passato. “Comparison”, dicono dall'altra parte dell'Oceano.
Superficialmente è un aspetto dell'analisi tecnica esclusivamente ludico, che ci dice poco delle reali caratteristiche del giovane giocatore in questione, anzi si corre il rischio di trascurare le unicità ed evidenziare troppo i punti di contatto tra i due termini di paragone finendo per avere un'idea completamente sbagliata. I paragoni illustri sono un mezzo molto pericoloso perché permette, come una sineddoche, di indicare incisivamente “la parte per il tutto”: ecco che un centrocampista con un buon lancio diventa istantaneamente il “nuovo Pirlo”, un terzino sinistro brasiliano con buona tecnica e molto propositivo diventa il “nuovo Roberto Carlos”, un difensore centrale elegante ed efficace diventa il “nuovo Nesta”. Di esempi ce ne sarebbero a migliaia.
Più profondamente, invece, questo gioco dei paragoni, se interpretato nella maniera giusta, riesce a condensare alcune caratteristiche con il nome di un solo calciatore ed è una chiave di analisi semplice, abbastanza informale, ma molto funzionale e diretta.

Con il giocatore che abbiamo scelto per inaugurare la sezione calcistica della nostra nuova rubrica questo gioco non vale: semplicemente non funziona. La prima idea, che emerge con forza tra i pensieri e gli animi di chi ammira Youri Tielemans, è quella di avere a che fare con un calciatore totalmente irripetibile. Un calciatore così completo a quell'età e potenzialmente così ancora migliorabile non si è mai visto.


The next big thing

Youri Tielemans è l'ennesimo frutto della rivoluzione del calcio belga attuata nei primi anni del 2000, dopo i deludenti campionati Europeo e Mondiale, da Michel Sablon, allora direttore tecnico della Federazione.
Il piano di crescita prevedeva una forte programmazione decennale con l'obiettivo di arrivare ai Mondiali del 2014, primo punto di svolta della crescita del calcio belga, con un gruppo composto dai migliori giovani del pianeta. Sembra quasi superfluo, con il senno di poi, ammettere la riuscita di questo progetto.

Immergiamoci immediatamente nel magico mondo di Youri Tielemans.

Il piano comprendeva una ristrutturazione totale che toccava principalmente tre destinatari: le selezioni nazionali, i club e le scuole calcio.
La prima mossa è stata quella di uniformare tatticamente selezioni nazionali e club. Sablon racconta: <<Abbiamo adottato la stessa visione per tutti e tre i gruppi. Ci siamo rivolti direttamente ai club e abbiamo chiesto loro di giocare con il 4-3-3 con le ali, tre centrocampisti e la difesa a quattro. Ai vecchi tempi, era quasi sempre adoperata la difesa a tre, quindi questa nostra rischiesta era per loro una novità. Ci sono voluti più di cinque o sei anni prima che tutti accettassero consapevolmente le nostre indicazioni: per la maggior parte degli allenatori e delle società tutto ciò che importava era soltanto vincere la partita. Questa mentalità, però, era assolutamente sbagliata oltre che negativa per lo sviluppo di tutti i giocatori.
All'inizio è stato difficile ma, con il passare del tempo, hanno iniziato a capire la bontà del nostro progetto. Ci hanno seguito perché hanno visto che ciò che abbiamo detto loro funzionava. Rendeva migliori i giocatori.>>

Anche le scuole calcio sono state investite da questa rivoluzione. <<Un tempo si giocava prima degli otto anni ad undici contro undici – aggiunge Sablon - e abbiamo visto (con 1600 ore di filmati) che i giocatori non toccavano palla, correvano senza piacere, quindi abbiamo modificato gli allenamenti: prima 5 contro 5 fino a 7 anni, poi 8 contro 8 fino a 10 anni e, solo in seguito, 11 contro 11.>>

Siamo tutti convinti che Hazard sia il termine massimo di questo progetto e che sia quasi impossibile che la metamorfosi del calcio belga “produca” un calciatore di livello comparabile – se non addirittura superiore - a quello del giocatore del Chelsea. Siamo, però, allo stesso tempo tutti curiosi di vedere quello che riuscirà a fare Tielemans nei prossimi anni. Magari questo ragazzo ci smentisce...


Home sweet home

Sint-Pieters-Leeuw, una decina di chilometri in linea d'aria da Bruxelles. 7 maggio 1997. Nasce Youri Tielemans. Il padre viene proprio da Bruxelles mentre la madre è di origine congolese. Entrambi si interessano molto poco al calcio ma tanto all'educazione del loro figlio.
<<Conosco il temperamento della madre – racconta il suo allenatore nelle giovanili – e, se Youri rientra a casa con un brutto voto, è capace di andare da Herman Van Holsbeeck (direttore generale dell'Anderlecht) per dirgli che suo figlio non può giocare nel week-end.>>

Youri, però, non solo è nato per giocare a calcio ma per diventarne uno dei migliori interpreti del mondo.
Spinge la porta degli spogliatoi dell'Anderlecht nel 2002, quando aveva solo 5 anni, e quegli spogliatoi diventeranno la sua seconda casa.
A differenza di altri giovani talenti cresciuti nell'Anderlecht come Januzaj, Youri ha deciso di rimanere in Belgio, nonostante le tante proposte che arrivavano e continuano ad arrivare dall'estero. <<Mi sento molto bene in questa squadra. Non potrei in nessun altro posto sentirmi meglio che in un club dove mi trovo a casa e in cui mi miglioro giorno dopo giorno. Qui, nell'Anderlecht, tutti credono nelle potenzialità dei giovani. Negli ultimi anni, i leader hanno deciso di fidarsi di giovani e questa reciproca fiducia funziona davvero bene.>>
Anche la volontà dei genitori di far concludere la carriera scolastica in Belgio è stato un fattore di rilievo in questa scelta. Una scelta sicuramente controcorrente rispetto agli sviluppi dei movimenti dei giovani calciatori ma altrettanto decisiva nello sviluppo caratteriale e tecnico del ragazzo.

Tielemans non poteva che essere l'idolo dei tifosi. È un'affinità che va oltre il semplice essere “il giocatore preferito”. Essere nato a pochi km da Anderlecht, essere cresciuto nel settore giovanile, non aver ceduto per il momento alle tentazioni delle sterline: sono fattori inestimabili per i fans che sono già rassegnati a perderlo ma che continuano a sostenerlo e a manifestare affetto verso di lui.


L'amore di società e tifosi per Youri Tielemans.

Ecco che nel giorno del suo diciottesimo compleanno, Tielemans, firma un nuovo contratto di cinque anni con Les Mauves.
“Youri Tielemans est là”: per la gioia di tutti i tifosi, letteralmente rapiti emotivamente da quel giovane ragazzo per 90 minuti a settimana.

"Youri Tielemans rimane all'Anderlecht per altri cinque anni." Difficilmente il contratto verrà rispettato...


Predestinato

Parallelamente al suo stile di gioco, anche i modi e tempi dei suoi esordi sono irripetibili. Youri Tielemans reinterpreta il concetto di “bruciare le tappe”, portandolo all'estremo.
Il 28 luglio 2013 - 16 anni compiuti da pochi mesi – Tielemans fa il suo esordio in campionato con la maglia dell'Anderlecht, contro il Lokeren. Quarto giocatore più giovane ad esordire con la maglia bianco-malva.
Dopo sette giorni, nella partita successiva vinta 4 a 0 contro il Cercle Brugge, è già titolare.

Esordio ufficiale, contro il Lokeren. Al 24' prende il posto di Sacha Kljestan.

Il primo gol arriva il 6 aprile 2014. Playoff scudetto, la particolare formula del Campionato belga. L'Anderlecht di Tielemans, terzo nella stagione regolare, affronta il Club Bruges, secondo nella regular season. La partita finisce 3-0 per les Mauves che si aggiudicheranno il torneo e Tielemans realizza la rete che sblocca la partita.
Prima inizia l'azione, facendosi dare il pallone e verticalizzando verso un compagno, poi raccoglie la respinta centrale della difesa avversaria ad un cross e con un potente sinistro dal limite dall'area fulmina il portiere. È un gol bellissimo oltre che importantissimo e che sintetizza la complessità e la completezza di Tielemans, pronto a far partire, accompagnare e concludere l'azione con una visione d'insieme del gioco superlativa non solo per un quasi diciassettenne ma per qualsiasi calciatore.

Primo gol di Tielemans nella Jupiler Pro League.

Conclude la sua prima stagione con 29 presenze e 1 rete in campionato, 2 e 1 nella coppa nazionale e 4 presenze in Champions. Il Belgio e il Mondo calcistico intero hanno scoperto un futuro campione, piano piano iniziano tutti a rendersi conto del suo talento ma “Youri est là”.
Come conseguenza fisiologica non delle sue prestazioni – troppo riduttivo – ma del suo essere “Youri Tielemans" arriva il premio come miglior esordiente del campionato. Riceve il premio con una naturalezza straordinaria, in un misto di consapevolezza di essere destinato a fare grandi cose e di imbarazzo, pensando magari che i suoi genitori – soprattutto sua madre – preferirebbero il premio di miglior studente della classe.

Naturalmente Youri viene eletto Rookie Of The Year del Campionato belga. Avevate anche dei dubbi?

La Champions è il vero palcoscenico delle stelle. Youri non fa eccezione. Fa il suo esordio il 2 ottobre 2013, a 16 anni, 4 mesi e 25 giorni. Diventa il più giovane calciatore belga ad aver esordito nelle coppe europee, il terzo giocatore più giovane in assoluto.

Nella stagione successiva aumentano le presenze (52 quelle totali) e i gol (6).
Le sue reti sono tutte bellissime, difficilmente passano inosservate. Una in particolare fa il giro del mondo.

Fenomeno a 17 anni: Tielemans segna con un bolide da 40 metri”. Così titolano tutti i siti internet.

Appena diciottenne, Tielemans aveva già disputato 83 partite ufficiali. Per fare un confronto, Cristiano Ronaldo alla sua età ne aveva disputate meno di 30. Invece Hazard – per rimanere in Belgio – poteva vantare meno di 40 presenze. Kompany - enfante prodige dell'Anderlecht come Tilemans – a 18 anni aveva collezionato meno di 30 presenze.


Controllo e ritmo

Non c'è bisogno di soffermarsi più di tanto sul ruolo. Tielemans è un centrocampista centrale, un numero 8 per dirla in modo vintage. Può ricoprire con gli stessi, ottimi, risultati il ruolo di vertice basso di un centrocampo a 3, di mezzala e di centrale in una mediana a 4. "Voler limitare Youri Tielemans a un ruolo preciso nel centrocampo mi sembra voler discutere il blu di Michelangelo", potrebbe dire qualcuno.

La più grande qualità di Tielemans è la capacità di gestire lo spazio. Riesce ad influenzare la porzione di campo occupata, creando un vuoto spazio-temporale intorno a sé. È il padrone assoluto della zona in cui decide di smarcarsi e contemporanemante sceglie di muoversi nella zona in cui sa di potersi creare un vantaggio, sia di spazio che di tempo, tale da permettergli di “dominare” quella precisa zona.
Tielemans è in grado di trovare lo spazio sia tra le linee di difesa e centrocampo che tra le linee di centrocampo e di attacco.
Il livello altissimo del controllo del pallone e della tecnica individuale rende la sua capacità di controllare gli spazi una dote ancora più importante.
Ha l'intelligenza tattica giusta per leggere bene il gioco, capire dove c'è bisogno di lui e offrire sempre una linea di passaggio per alleggerire la circolazione del pallone e per renderla subito propositiva.
La ricerca del pallone, nonostante le doti tecniche, non è né ossessiva né ripetitiva. È proprio la maturità con cui bilancia i movimenti e le zone di campo ad impressionare per quanto sia accurata per un calciatore di quell'età.


Heat map: Tielemans vs Arsenal.
Heat map: Tielemans vs Borussia Dortmund.


Uno degli aspetti più interessanti del suo gioco è la connessione delle sue giocate, la linearità dei gesti tecnici. Il controllo del pallone è sempre funzionale alla giocata successiva, il dribbling è sempre orientato verso la porzione di campo che rende più efficace e pericolosa la prossima mossa. Fare le cose difficili per far diventare “più facile” la seguente è una virtù innata di Youri Tielemans. Senza mai scadere nel manierismo e nella giocata fine a se stessa.


Anche le sue origini africane influenzano il suo stile. Il gioco di Tielemans è contraddistinto da un ritmo tribale. C'è un'evanescente sensazione di contatto con il primitivo nel suo modo di muoversi con il pallone, forza e purezza che apparentemente si scontrano con la sua visione del calcio razionale e organizzativa ma che, allo stesso tempo, creano un totale trasporto sia tecnico che emotivo nei compagni di squadra. Con le sue variazioni di ritmo riesce a indirizzare la partita, a farla defluire e scivolare a suo piacimento.

Se c'è un aspetto principale del gioco in cui Tielemans può migliorare, questo è indissolubilmente legato al suo ritmo tribale. Deve lavorare sulla frequenza delle giocate importanti, imparare a regolare il livello delle giocate stesse in funzione dell'ambiente circostante. Le esigenze dei suoi compagni e della partita non sempre coincidono con le sue e diventa fondamentale per dominare le partite – perché di questo stiamo parlando come obiettivo finale della sua crescita - riuscire a bilanciare la sua “ragionata istintività”.


Controllo e precisione

L'attitudine a partecipare al gioco è straordinaria quanto naturale. È una partecipazione totale perché riesce non solo a controllare il gioco ma anche a trascinare i suoi compagni all'interno del possesso palla con una qualità di passaggio altissima.

Ho trovato molto interessante fare un confronto statistico con i migliori centrocampisti relativamente alla scorsa Champions League.
Tielemans completa i passaggi con una percentuale di successo dell'80%, sicuramente più bassa degli altri top del ruolo ma che, come il dato dei passaggi per partita (42,67), deve essere contestualizzata alla squadra di appartenenza e all'età. Alla luce di queste considerazioni, i due dati – percentuale di passaggi riusciti e passaggi totali per partita – dimostrano un profilo altissimo di centrocampista.
Per fare qualche esempio: Pirlo 85% e 57,44, Modric 92% e 64,17, Verratti 92% e 73, Xabi Alonso 91% e 82,40.
Questi dati vanno pesati anche attraverso un'ulteriore interpretazione cioè la lunghezza dei passaggi, spesso direttamente proporzionale al grado di difficoltà.
Ecco che il dato relativo a Tielemans (21,33 m di lunghezza media dei passaggi) è superiore a quello dei centrocampisti presi in esame. Pirlo si avvicina molto con 21,22 m, gli altri tre sono abbondantemente sotto i 20 m.


Mappa dei passaggi: Tielemans vs Arsenal.
Percentuale di passaggi riusciti:88%. 
Mappa dei passaggi: Tielemans vs Borussia Dortmund.
Percentuale di passaggi riusciti: 86%.

Non è un argomento impossibile da sostenere che Youri Tielemans sia già adesso il miglior calciatore del mondo nel fondamentale del passaggio lungo (o lancio lungo, fate voi). Oltre all'aspetto prettamente tecnico che lo proietta in un universo infinito di possibilità - inaccessibile alla maggior parte dei suoi colleghi - di effettuare il gesto tecnico, entrano in gioco altri due fattori: visione di gioco e velocità di pensiero, qualità che sembrano traboccare dal giovane Youri.
Nella sua testa c'è una mappatura millimetrica della posizione di spazi e uomini in ogni preciso momento e nei suoi piedi c'è la possibilità di far arrivare il pallone dove, come e quando vuole.
Il risultato è un composto mai visto. No, non sono un pazzo a sostenere che Tielemans lanci meglio di chiunque altro.


Il dato sui passaggi chiave è allo stesso modo sorprendente: Tielemans esegue un passaggio chiave a partita, non lontano da Pirlo e Xabi Alonso (rispettivamente 1,22 e 1,20) che guidano la classifica di questa statistica nel gruppo di cinque centrocampisti analizzato.



Forza mentale

Il talento, da solo, non basta e Tielemans ne sembra pienamente consapevole. Si nota immediatamente che dietro le sue sicurezze ci sia un'etica del lavoro importante, una spiccata propensione a migliorare e a migliorarsi.
Nel momento in cui sarà costretto a confrontarsi con altri campioni, sono sicuro che riuscirà a trovare altri e nuovi stimoli per continuare il processo di crescita. Quello che per molti ragazzi giovani – dover adattarsi in un gruppo in cui non si è il più forte per antonomasia – può rappresentare un limite, per YT sarà sicuramente una forza esterna scatenante per diventare un giocatore migliore.
Jean Kindermans – responsabile del settore giovanile dell'Anderlecht - si è espresso così su Tielemans: <<Ciò che lo rende così forte non sono solo le sue capacità tecniche ma è anche la sua mentalità. Nonostante il suo talento grezzo, è un gran lavoratore. Quando un talento eccezionale come Youri dimostra una cultura del lavoro così elevata, possiamo parlare di un vero e proprio gioiello.>>

Sicuramente a YT non mancano competitività e personalità, era difficile pronosticare che il giovane belga prendesse in mano la squadra dopo la partenza di Biglia.
Tielemans, in realtà, non ha preso in mano la squadra all'esordio o con l'aumentare dei minuti in campo. La sensazione dominante è che quel ragazzino sia sempre stato un leader nato, da quando a 5 anni entrò per la prima volta negli spogliatoi del centro di allenamento. Già allora era un accentratore di gioco e di stati d'animo incredibile, vista la sua età.

Se penso ad un giocatore contraddistinto da una robusta forza mentale immagino un calciatore capace di esaltare il proprio gioco nelle partite che contano, in Champions League per esempio. Nella partita contro l'Arsenal della scorsa stagione fu uno dei migliori, sicuramente il migliore della squadra. Basta questo per farvi capire che tipo di giocatore abbiamo di fronte? 


Ennesima puntata dello "Youri Tielemans Show". Solo per veri intenditori.


Da un lato all'altro

Tielemans riesce ad essere influente in entrambi le fasi del gioco, indistintamente. In un calcio in cui i centrocampisti completi, determinanti sia difensivamente che offensivamente, iniziano a preparare la conquista del mondo e la loro importanza cresce a dismisura giorno dopo giorno (Nainggolan per restare in Belgio), Tielemans si propone come il punto più alto di questa categoria. Per adesso le sue qualità sono squilibrate verso una troppo più marcata abilità nella fase di possesso palla, però YT sa difendere e possiede delle qualità fondamentali per diventare un calciatore importante anche in questa fase del gioco.

Nonostante l'età possiede un'intelligenza tattica notevole: chiude bene le linee di passaggio, è capace di prevedere le giocate avversarie, ha straordinarie doti motorie e fisiche e ha una grande velocità negli spazi brevi che lo rende una continua minaccia nel ribaltamento dell'azione.
Ritornando al confronto nella scorsa CL con i centrocampisti citati precedentemente, Tielemans è quello che ha intercettato più palloni (2,50). Xabi Alonso e Verratti vicini con 2,30 e 2, Modric lontanissimo a 0,83.
Sempre nei limiti dell'interpretazione – l'Anderlecht gioca di più senza palla e con una linea difensiva più bassa – questo dato dimostra la predisposizione di Tielemans alla fase difensiva.
Le caratteristiche tecniche e fisiche, l'attitudine e l'intelligenza sono delle basi importanti per renderlo un fattore anche nella fase di non possesso, la consacrazione passerà per i miglioramenti che Tielemans saprà fare sul livello di concentrazione difensiva e sulle marcature, sia dirette che preventive.
Paradossalmente, ad oggi, la sua più grande dote difensiva è la capacità di mettere sotto pressione gli avversari, consci della pericolosità di Tielemans nel ribaltamento dell'azione. Dovrà lavorare molto, anche in prospettiva di un campionato più fisico e con avversari di maggiore qualità. Le potenzialità, come già detto, ci sono.

Anche la conclusione dell'azione è migliorabile. Una tecnica di tiro meravigliosa come la sua deve orientare di più il suo gioco verso la conclusione diretta, in modo da aumentare ulteriormente l'imprevedibilità. 
Gli inserimenti in area di rigore, poi, dovrebbero entrare maggiormente nel ventaglio di movimenti senza palla considerando la tecnica, le doti aerobiche e l'intelligenza del giocatore.

Uno dei suoi gol più spettacolari, indicativo per capire il raggio di pericolosità di questo ragazzo.

Pensare che Youri Tielemans possa diventare, considerando le sue qualità, un calciatore potenzialmente immarcabile e pericoloso in qualsiasi posizione riceva il pallone fa impressione ma è un'immagine molto vicina alle reali possibilità.


Rispettare le attese

Mi sono esposto e lo ripeto. Mi ritroverei molto sorpreso nel non vedere Tielemans guidare il centrocampo di una finalista di Champions dei prossimi 15 anni o di un eventuale Belgio in finale di Coppa del Mondo. Le promesse che ha lanciato e continua a lanciare - attraverso il suo modo di giocare - sono pesanti, al limite dell'ingombranza. Non riuscirei idealisticamente ad accettare una sua implosione o, peggio ancora, una carriera giocata sul filo tra mediocrità e anonimato. 
Credo, però, di non sbagliarmi: il futuro è tuo, Youri.



Articolo a cura di AER

Nessun commento:

Posta un commento